ROMA - Nessuna marcia indietro in Commissione di Vigilanza sul regolamento sulla par condicio: è l'orientamento emerso oggi nel corso dell'audizione del direttore generale della Rai Mauro Masi. Il dg, su mandato del Cda, chiedeva una nuova determinazione della commissione sulle norme relative ai talk show. Ma la maggioranza della bicamerale ha ritenuto di confermare l'attuale formulazione del regolamento.
E' fallito anche l'estremo tentativo di mediazione del presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli che, dopo l'audizione di Masi - hanno riferito alcuni parlamentari al termine della riunione - ha proposto di votare un documento interpretativo del regolamento: ipotesi però accantonata perché considerata non percorribile, in quanto la proposta non era stata formalizzata né messa all'ordine del giorno. Già nel corso dell'audizione del dg Rai, diversi esponenti dell'opposizione avevano chiesto di mettere ai voti una risoluzione che 'svincolasse' i talk show Rai, spiegando che il regolamento non obbligava l'azienda a sospenderli. Ma la proposta è stata di fatto bocciata dalla maggioranza: "Determinazioni da aggiungere non ce ne sono", ha ribadito il capogruppo del Pdl a San Macuto, Alessio Butti. Al termine dell'audizione, comunque, Masi si è impegnato a "riferire domani al consiglio di amministrazione" quanto emerso oggi a San Macuto.
ZAVOLI, RIMPALLO STUCCHEVOLE SU TALK - "L'opinione pubblica giudica un po' stucchevole questo rimpallo sul regolamento per la par condicio, una querelle, un ribollire di cose, che riproducono sempre la stessa situazione senza venire a capo di nulla". In apertura dei lavori della Vigilanza il presidente della Commissione, Sergio Zavoli, ha stigmatizzato in questi termini il rimbalzo di responsabilità con l'azienda di questi giorni. Zavoli ha ribadito che in ogni caso "il regolamento non giustifica l'idea che si possa mettere la mordacchia alle trasmissioni di approfondimento politico", e replicando alle osservazioni del presidente della Rai Paolo Garimberti, ha ricordato che "la Vigilanza aveva già battuto un colpo, chiedendo ai vertici dell'azienda di simulare con urgenza un palinsesto che salvasse i talk show".
"Sono buon amico di Garimberti - ha sottolineato Zavoli durante l'audizione del dg Rai Mauro Masi - ma mi ha molto colpito il fatto che ancora oggi abbia ribadito l'invito alla Vigilanza a battere un colpo. La Vigilanza il colpo lo ha già battuto fin dal primo giorno, nel momento in cui abbiamo chiesto allo stesso Garimberti e a Masi di allestire con urgenza una simulazione di palinsesto che salvasse i programmi di approfondimento. Ma il direttore generale dopo qualche giorno ha risposto che l'azienda avrebbe applicato il regolamento". Sottolineando il suo prolungato impegno nella "mediazione per tentare di risolvere il problema", Zavoli ha anche invitato Masi a uno sforzo comune per affrontare la questione: "Se si verificasse che la Rai è al di fuori della logica di trovare insieme la soluzione del problema, si potrebbe arrivare ad immaginare che l'azienda è fuori dal controllo del Parlamento. Ma siamo una commissione parlamentare e abbiamo una responsabilità nei confronti del Parlamento della Repubblica. Occorre un'azione forte e chiarificatrice". Il presidente della Vigilanza ha ribadito di avere "un'opinione tutt'altro che positiva sulla delibera votata a maggioranza dalla commissione" e di essere consapevole che "il regolamento non ha risolto più problemi di quanti ne abbia creati".
GARIMBERTI, VIGILANZA BATTA UN COLPOÂ - ''Cosa mi aspetto dalla Vigilanza? Che batta un colpo''. A margine della presentazione a Palazzo Chigi della Giornata mondiale del Teatro, il presidente della Rai, Paolo Garimberti, torna sulla questione dei talk show interrotti in base al regolamento della Vigilanza. E ribadisce: ''Questa storia di rimpalli comincia dal regolamento della Vigilanza, che e' illegittimo''. Garimberti spiega che lui le trasmissioni le avrebbe riprese lo stesso ''anche senza il colpo della Vigilanza. La maggioranza del Consiglio ha voluto cosi', io mi rimetto alle decisioni della maggioranza. Sia chiaro pero' - aggiunge - che lo stop dei talk rende un pessimo servizio alla Rai, all'informazione e agli utenti. Ma la colpa non e' solo dalla Rai e' ab origine e quindi del regolamento''. Quando ''ci viene detto da Beltrandi - aggiunge - che potevamo andare in onda lo stesso, io rispondo che si' lo potevamo fare ma a rischio. Troppo facile dire potevate andare in onda con il rischio. Mi aspetto che si sblocchi la situazione''.
FLORIS-TOUR, TRASMETTE RETE 7 E REPUBBLICA TV - Al via domani da Torino il Giro d'Italia 4X4 di Giovanni Floris, il talk show itinerante in quattro appuntamenti, tanti quante le puntate di Ballarò saltate a causa del regolamento sulla par condicio applicato dal Cda della Rai. La prima tappa - Torino per il confronto tra i candidati Bresso e Cota (ore 11 nella sede dell'Associazione Stampa Subalpina) - annuncia il segretario della Fnsi Franco Siddi - sarà trasmessa non in diretta da Rete Sette Torino (canale 846 della piattaforma satellitare). A dare copertura mediatica all'evento ci pensano anche Repubblica.it e Repubblica tv (in streaming). Ovviamente la Federazione Nazionale della Stampa, al fianco di tutti i conduttori 'imbavagliati', mette a disposizioni le immagini dal proprio sito e lancia il blog 'Giro d'Italia 4X4'.

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