Un barcone carico di immigrati è giunto stamane sulle coste catanesi. Il natante, rivelatosi poi un peschereccio d’altura egiziano, è stato intercettato dalle motovedette della Guardia di Finanza intorno alle ore 6 di questa mattina, a largo delle coste siciliane. A bordo vi erano 128 immigrati, i quali hanno dichiarato di essere palestinesi, e 7 scafisti che sono stati immediatamente arrestati dalle autorità italiane.
L’operazione di salvataggio dei clandestini si è rivelata più ostica del previsto. Le Fiamme Gialle hanno infatti riferito che l’imbarcazione egiziana era stata individuata poco dopo mezzanotte al largo del litorale di Marina di Cottone a Riposto, tuttavia l’inseguimento si è protratto fino al sorgere del sole. Le sfavorevoli condizioni meteorologiche e la violenta reazione degli scafisti, i quali lanciato numerosi oggetti contro le forze navali italiane, nel tentativo di respingere aggancio e di evitare la conseguente cattura, hanno causato tale ritardo.
L’epilogo della vicenda è arrivato circa alle ore 10, quando le quattro motovedette italiane hanno rimorchiato il peschereccio, che viaggiava in condizioni pessime, trasportandolo lentamente fino al porto di Catania. Al momento non si hanno notizie circa le condizioni di salute delle 128 persone a bordo, né può essere confermata la loro origine. Le indagini effettuate dalla Guardia di Finanza saranno rese note nella tarda giornata di oggi. La posizione dei sette membri dell’equipaggio, che hanno pilotato il barcone fino alle coste siciliane, è invece al vaglio della magistratura.
La stessa storia purtroppo si ripete da oltre vent’anni senza soluzione di causa. Ogni anno migliaia di immigrati, provenienti soprattutto dall'Africa, tentano di raggiungere le coste italiane dopo lunghe traversate nel Mar Mediterraneo. Il numero dei temerari è drasticamente diminuito in seguito all’accordo tra Italia e Libia nel 2009, il quale prevede che gli immigrati intercettati in acque internazionali vengano immediatamente espulsi verso la Libia. Un’intesa criticata da più parti poiché viola uno dei fondamentali diritti umani, ovvero quello della richiesta di asilo politico. Infatti, i clandestini vengono rimpatriati senza verificare se siano ammissibili per lo status di rifugiato. Una problematica controversa che, appunto, potrebbe trovare un ostacolo nella dichiarazione di derivazione palestinese dei migranti giunti stamane sulle coste catanesi.





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