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Commenti su Ragusa, la versione del Consorzio Di Raimondo: «Recca sa che pagheremo» di Paolo Pavia

Catania News - Attualità Catania
Scritto da Step1   
Mercoledì 01 Febbraio 2012 10:24
Il presidente Di Raimondo continua a minimizzare la gravità della situazione finanziaria del Consorzio, che si trova in stato di dissesto più che conclamato. Il problema, come sempre avviene in questo nostro Paese, è che quando si tratta di soldi pubblici amministrati da soggetti politici o pseudo tali, NESSUNO PAGA e si cerca sempre di far ricadere le responsabilità su qualcun altro, in questo caso il Rettore Recca che, a sua volta, non fa altro che reclamare ciò che legittimamente gli spetta. Il Rettore, purtroppo per Di Raimondo, è convinto proprio del contrario di quanto lui afferma e ne sono la prova le sollecitazioni continuamente rivolte agli enti locali, ed inviate al Consorzio solo per conoscenza, e rese pubbliche affinché i cittadini ragusani conoscano la realtà vera, e non quella dissimulata che viene propagandata dagli amministratori del Consorzio. Dica Di Raimondo come pensa di saldare il debito alla Banca Agricola Popolare di Ragusa, creditore privilegiato, che ha concesso l'apertura di credito in conto corrente CON LA SOLA GARANZIA DELLE RIMESSE CHE FARANNO GLI ENTI AL CONSORZIO e come farà, dopo che la banca avrà trattenuto le somme a deconto del proprio credito, a trasferire le stesse all'università. O Di Raimondo dispone di ulteriori finanziamenti occulti, oppure i soldi li mette lui di tasca sua. Caro Di Raimondo, è finito il tempo delle favole. Siamo adulti e vorremmo che Lei se ne rendesse conto e la smettesse di raccontare storie con le quali cerca di difendere l'indifendibile. Lei è arrivato al Consorzio da pochi mesi e si è ritrovato tra le mani una situazione letteralmente esplosiva e, sul piano umano, ha tutta la comprensione degli studenti e mia ma, la prego, smetta di offendere le nostre intelligenze e quelle dei contribuenti perché siamo noi, e soltanto noi, quelli che subiranno i danni di tanto disastro e che dovranno pagarne a lungo le spese. Abbia almeno Lei, che è certamente uomo retto e onesto, il rispetto per i cittadini contribuenti che, a differenza di politici e politicanti vari, non torneranno tranquillamente a casa quando tutta questa vicenda sarà conclusa, ma dovranno pagare un conto salatissimo, e abbia la dignità di dimettersi e dichiarare ciò che bisogna fare e Lei sa benissimo: lo stato di dissesto e la messa in liquidazione di un ente che è una voragine senza fondo, dove sono svanite e continuano a svanire somme enormi di denaro pubblico. Lo faccia almeno per distinguersi da coloro che La circondano e che sono i principali responsabili di questo scempio. Paolo Pavia



Il presidente Di Raimondo continua a minimizzare la gravità della situazione finanziaria del Consorzio, che si trova in stato di dissesto più che conclamato. Il problema, come sempre avviene in questo nostro Paese, è che quando si tratta di soldi pubblici amministrati da soggetti politici o pseudo tali, NESSUNO PAGA e si cerca sempre di far ricadere le responsabilità su qualcun altro, in questo caso il Rettore Recca che, a sua volta, non fa altro che reclamare ciò che legittimamente gli spetta.
Il Rettore, purtroppo per Di Raimondo, è convinto proprio del contrario di quanto lui afferma e ne sono la prova le sollecitazioni continuamente rivolte agli enti locali, ed inviate al Consorzio solo per conoscenza, e rese pubbliche affinché i cittadini ragusani conoscano la realtà vera, e non quella dissimulata che viene propagandata dagli amministratori del Consorzio.
Dica Di Raimondo come pensa di saldare il debito alla Banca Agricola Popolare di Ragusa, creditore privilegiato, che ha concesso l’apertura di credito in conto corrente CON LA SOLA GARANZIA DELLE RIMESSE CHE FARANNO GLI ENTI AL CONSORZIO e come farà, dopo che la banca avrà trattenuto le somme a deconto del proprio credito, a trasferire le stesse all’università. O Di Raimondo dispone di ulteriori finanziamenti occulti, oppure i soldi li mette lui di tasca sua.
Caro Di Raimondo, è finito il tempo delle favole. Siamo adulti e vorremmo che Lei se ne rendesse conto e la smettesse di raccontare storie con le quali cerca di difendere l’indifendibile.
Lei è arrivato al Consorzio da pochi mesi e si è ritrovato tra le mani una situazione letteralmente esplosiva e, sul piano umano, ha tutta la comprensione degli studenti e mia ma, la prego, smetta di offendere le nostre intelligenze e quelle dei contribuenti perché siamo noi, e soltanto noi, quelli che subiranno i danni di tanto disastro e che dovranno pagarne a lungo le spese. Abbia almeno Lei, che è certamente uomo retto e onesto, il rispetto per i cittadini contribuenti che, a differenza di politici e politicanti vari, non torneranno tranquillamente a casa quando tutta questa vicenda sarà conclusa, ma dovranno pagare un conto salatissimo, e abbia la dignità di dimettersi e dichiarare ciò che bisogna fare e Lei sa benissimo: lo stato di dissesto e la messa in liquidazione di un ente che è una voragine senza fondo, dove sono svanite e continuano a svanire somme enormi di denaro pubblico.
Lo faccia almeno per distinguersi da coloro che La circondano e che sono i principali responsabili di questo scempio.

Paolo Pavia


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