Maria Luisa Frisa, I racconti della moda, Einaudi, 2024
La moda è un linguaggio universale, che ci parla di noi e del tempo in cui viviamo. Ogni giorno, ogni volta che usciamo di casa, stiamo decidendo come mostrarci al mondo: dobbiamo sapere che tutto ciò che indossiamo è una forma d’arte progettata per noi da chissà chi. Maria Luisa Frisa quest’arte la conosce benissimo, la teorizza e la narra da anni. E in questa raccolta si serve di alcuni grandi racconti per dar forma al suo moda-pensiero, usando la letteratura come strumento per parlare di corpi, e degli abiti con cui si mostrano, e delle società che attraversano.
Immaginando la moda come un affaccio panoramico sul mondo.
Troverete, tra gli altri, Joyce Carol Oates che racconta di ragazze, consenso e abuso nell’America profonda, Pier Vittorio Tondelli con una riflessione su musica, stile e cravatte, Bret Easton Ellis che mette in scena la ricca disperazione del jet set di Los Angeles.
Mentre Stefano Pistolini parte dal mito fondativo di Woodstock per capire l’impatto delle ondate giovanili sulla società dei consumi, Flavia Piccinni ci mette in guardia sui pericoli delle sfilate per bambini e ci fa entrare in quell’universo parallelo che è la moda per l’infanzia.
E poi scoprirete la parabola di un artista fuori dagli schemi come Leigh Bowery, mondi immaginari in cui gli abiti diventano grandi come interi palazzi e le donne ci si nascondono dentro; assisterete a spettacoli fetish con luci soffuse, lacci e forbici, e vi misurerete con testi rivelatori come quello di Jhumpa Lahiri sui tanti significati che assume l’uso della divisa nella scuola dell’obbligo. E ancora, una serie di recuperi d’eccezione: Irene Brin, Gianna Manzini e la moda maschile secondo Lucio Ridenti. Infine, un dono: un racconto disperso e ritrovato di Michela Murgia.
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Sergio Di Primo, freelance designer e art director. Ho vissuto a Milano, Londra e Parigi ed ho lasciato Catania perché mi piace l’inverno. Ho studiato al Politecnico di Milano, alla Kingston University London e a Esmod Paris. Mi piace raccontare storie tramite parole, immagini, oggetti, azioni. Dormo male. Penso alla moda, parlo di moda, sogno la moda, cerco di non perdere mai un’occasione altrimenti ci rimugino troppo e dormo ancora peggio. Attualmente ho finito il mio percorso universitario e lavoro come designer freelance. Mi ispirano le persone che incontro, i viaggi che faccio, i libri che non ho ancora letto e i capi che non posso avere. Racconto storie affinché possa scrivere la mia.
Fashion Icons- Dialoghi dissing a cura di Sabina Albano
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BAROCK, Bold Iconic Tribute to Gianni Versace, a cura di Sabina Albano, curatrice WorldWild della collezione privata di abiti e oggetti raccolti negli anni da Antonio Caravano.
Tre notti dedicate al sarto più visionario ed originale della storia del Made in Italy, fondatore nel 1978 dell’omonima casa di moda, nota in tutto il mondo per aver reso possibile l’impossibile, attraverso una grande verve creativa, un’approfondita conoscenza della storia, dell’arte classica e contemporanea con una fondamentale esperienza sartoriale.
“Dopo il grande successo dello scorso anno – dichiara Sabina Albano ritorna la nuova edizione di OneNight with Gianni, con cui s’intende celebrare uno degli aspetti probabilmente più audaci ed innovativi di Gianni Versace, genio in grado di trasformare il concetto di glamour, amalgamando l’Haute Couture all’attitudine ribelle del rock. BAROCK, Bold Iconic Tribute to Gianni Versace esplora l’impareggiabile capacità di Gianni Versace di mescolare texture, pelle e materie dal design avanguardistico e la sua intuizione di interpretare le passerelle come fossero palcoscenici.
Parlare di Gianni Versace significa andare alle radici della nostra cultura, in fondo, sono un’archeologa con la passione della moda. Un abito degli anni ’90 non è altro che un reperto, figlio di iconografie artistiche, anch’esso un pezzo di storia: la nostra”.
Ad accogliere il pubblico, sulla scalinata del Palazzo Biscari di Catania, il ritratto/installazione in Op Art di Gianni Versace, realizzato da Marcos Marin.
Nel salone da ballo centrale, invece, sarà possibile ammirare dieci outfit della collezione Bondage provenienti dalla A.C. Private Collection di Antonio Caravano e dalla collezione di Franco Jacassi, uno dei maggiori esperti di vintage al mondo. Grazie a questa selezione sarà possibile percorrere le scelte stilistiche compiute negli anni ’90 da Gianni Versace caratterizzate da: massimalismo, assenza di colore, total black con rimandi alla cultura punk, la cui sintesi sono i capi in pelle, borchie e spille da balia XL che chiudono scollature e spacchi profondi.
Nella galleria laterale, invece, sarà allestita una mostra dedicata alle Icone del’900 disegnate da BrunoGianesi, già capo ufficio stile uomo e balletto di Gianni Versace. Si potranno ammirare i volti di Marlene Dietrich, David Bowie, Pierpaolo Pasolini, George Michael, solo per citarne alcuni.
A seguire, negli ambienti più intimi del palazzo, nel Boudoir della Principessa, troveremo degli acquerelli di Bruno Gianesi dedicati agli abiti disegnati per la Maison Gianni Versace e una selezione di complementi d’arredo della Home Collection Gianni Versace che come tutto il progetto sono pensati in dialogo con lo spazio che ospita l’evento. Da una parte, infatti, troviamo Palazzo Biscari, uno dei maggiori esempi del Barocco siciliano presenti a Catania e dall’altra la cultura rock, bondage e punk filtrata attraverso l’alta moda di Gianni Versace.
Benvenuti in una notte incantata. Benvenuti in BAROCK, audace omaggio iconico a Gianni Versace.
Prof.ssa Sabina Albano
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