Catania, 5 maggio 2026 – Il Palazzo della Cultura di Catania ha ospitato un incontro dedicato a Robert Wilson, artista visionario recentemente scomparso e figura centrale dell’avanguardia internazionale.

Al centro del dibattito, non solo il ricordo di un Maestro che ha segnato profondamente il teatro contemporaneo, ma anche la testimonianza diretta di due suoi stretti collaboratori: Mikhail Baryshnikov, icona universale della danza e Charles Chemin, co-regista e direttore del Watermill Center di New York.

L’incontro, svoltosi all’interno del FIC – Catania Contemporanea, si è configurato non come un omaggio al passato, ma come l’avvio concreto di un progetto fortemente voluto dal direttore del Teatro Stabile di Catania, Marco Giorgetti, destinato a segnare una nuova traiettoria identitaria per l’Istituzione, sempre più orientata a definirsi come Teatro del Mediterraneo.

Al centro di questo percorso, la trasversalità dei linguaggi artistici, il valore della trasmissione dell’eredità culturale, il rafforzamento della collaborazione tra artisti e la costruzione di partenariati internazionali.

Il sindaco di Catania, Enrico Trantino, nei suoi saluti istituzionali ha anche sottolineato la fase di rinnovamento che sta attraversando il Teatro Stabile e la volontà di rafforzarne il ruolo nel panorama culturale cittadino, nazionale in una prospettiva internazionale. “Lo Stabile di Catania si appresta a vivere una nuova fase, maggiormente ancorata a competenza, visione e autonomia, per sempre nuovi traguardi da raggiungere”, ha dichiarato, evidenziando l’importanza di una nuova governance solida a sostegno del percorso avviato.

A evidenziare il valore strategico dell’iniziativa il direttore Giorgetti ha collegato l’incontro a una visione di più ampio respiro: “Quello a cui stiamo assistendo oggi è l’inizio di qualcosa di significativo, un processo che si costruisce nel tempo e che mira a ridefinire il ruolo del Teatro Stabile in una dimensione sempre più aperta e internazionale. Il progetto che prende forma in questi giorni rappresenta un passaggio importante in questa direzione, contribuendo a rafforzare l’identità dello Stabile etneo come luogo di creazione, confronto e dialogo tra culture, nel segno del Teatro del Mediterraneo”.

Il progetto, ispirato al Don Chisciotte, nasceva come rilettura del capolavoro di Cervantes. Le prove si sono svolte presso il Watermill Center nel maggio 2025. Concepito come uno spettacolo solista, vedeva Baryshnikov interpretare Sancho, incarnando al tempo stesso Don Chisciotte e altri personaggi attraverso voci fuori campo e dispositivi scenici.

Robert Wilson si è spento il 31 luglio 2025, lasciando però una traccia concreta del lavoro in corso: appunti, disegni, indicazioni per il suono e per la luce, frammenti di testo. Un materiale che si configura come una partitura aperta.

Nel rispetto di questa eredità, Mikhail Baryshnikov e il team di Wilson hanno scelto di non completare l’opera secondo una forma tradizionale, ma di darne vita attraverso un film d’arte, capace di restituirne il processo creativo.

Gli schizzi, i movimenti scenici, le architetture luminose e i frammenti sonori costituiscono la struttura portante del progetto. Il film resterà volutamente incompiuto: un’opera che trova senso nella sua stessa sospensione, in cui l’assenza diventa parte integrante della visione.

Un lavoro che si configura così non solo come omaggio, ma come riflessione sul gesto artistico e sulla possibilità dell’arte di continuare a esistere oltre chi l’ha generata.

foto: Tommaso Romeo