Dal 29 maggio 2026 l’Accademia di belle arti di Catania vanta il suo primo Dottore di ricerca (PhD).
Si tratta di Giulio Interlandi, che presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata ha dissertato una tesi di III livello dal titolo: Approcci immersivi ed ‘enattivi’ all’esperienza museale [passim], conseguendo il titolo con il massimo dei voti “cum laude“.
La tesi è stata dissertata sotto la guida di Vittorio Ugo Vicari (relatore) e di Lorenzo Di Silvestro e Ambra Stazzone (co-tutor).
Si tratta di un traguardo storico per il comparto AFAM e per l’accademia catanese, perché per la prima volta (si era nel 38° ciclo dottorale del 2022) veniva consentito a un’accademia italiana di entrare nel sistema della ricerca di terzo livello, anche se solo in convenzione con l’Università degli Studi Tor Vergata di Roma, in attesa di un specifico quadro normativo che sarebbe arrivato solo due anni dopo, con il DM 470/24.
La tesi di Interlandi ha risposto a una domanda interessante per le pratiche museologiche, museografiche e curatoriali: Quali sono i vantaggi dal punto di vista espositivo, esperienziale e organizzativo che le tecnologie interattive di tipo immersivo e i sistemi ‘enattivi’ possono portare alla fruizione della cultura? E cosa significa “enattivo”? Enazione è la conoscenza che emerge non solo dalla mente, ma anche dall’azione ‘situata’ del corpo, con il suo bagaglio di emozioni derivanti dall’impatto visivo ed esperienziale dinanzi all’opera, in un ‘luogo’, in questo caso lo spazio culturalmente determinato di un museo o di una mostra temporanea. Dunque una ricerca che si pone al trivio tra cultura (Scienze umane), progetto (Design) e tecnologia (Scienze applicate).
Per dimostrare la sua tesi, nei tre anni di ricerca applicata Interlandi ha analizzato diversi casi studio su differenti piani: due che riguardano l’allestimento museale permanente di un’importante opera d’arte medievale (Il Trionfo della morte di Palazzo Abatellis a Palermo) e di tre opere d’arte contemporanea tra XX e XXI secolo: Senza titolo (1993) di Jannis Kounellis, Artificio (2003-2005) di Francesco Simeti, Raíces (2015) di Regina José Galindo, tutte e tre al Palazzo Riso a Palermo.
Un’ulteriore pratica è stata intitolata Through the Artwork: esperienza di social virtual reality progettata per gli spazi della Galleria d’arte moderna di Catania e sperimentata dal 18 gennaio al 17 marzo 2024 in seno alla mostra 1968–2023 Tra figurazione e segno. Incisione e incisori dell’Accademia di belle arti di Catania, a cura di Laura Ragusa.
La tesi di Giulio Interlandi, in pubblica consultazione presso la nostra Biblioteca d’istituto, viene ora consegnata ai due prestigiosi istituti museali palermitani partner del progetto in una cerimonia ufficiale, ospite la Direttrice del Museo Regionale d’arte Moderna e Contemporanea Palazzo Riso, Evelina De Castro.
Il Direttore
Gianni Latino
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