23 / 24 / 25 giugno 2026
International PhD Summer School
Università degli Studi di Catania
Centro Universitario Teatrale (CUT)
Palazzo Sangiuliano, Piazza Università, 13
Catania

Il prossimo 23, 24 e 25 giugno 2026, il Corso di PhDinScienze della produzione artistica e del patrimonio dell’Accademia di belle arti di Catania inaugura la sua International PhD Summer School dal titolo: Approcci interdisciplinari alle pratiche artistiche, progettuali e curatoriali: Produzione, Memoria, Etica, Ermeneutica, rivolta ai suoi futuri Dottori di ricerca di XL e XLI ciclo.

Si tratta della fase più densa del Progetto formativo per l’a.a. 2025-2026, sviluppato in una tre giorni di convegni tematici rappresentativi degli altrettanti curricula che informano il progetto di corso nel suo insieme.

S’inizia il 23 giugno con il Curriculum 1: Archivi e repertori teatrali: carte / costumi / scenografie / scenotecniche / repertori / drammaturgie / performance contemporanee, che presenta un primo convegno dal titolo: Fare e condividere Teatro. Tra Archivio e Repertorio, a cura di Viviana Scalia.

Partendo dal presupposto che il teatro vive nella tensione continua tra memoria e presenza scenica, tra ciò che resta e ciò che ogni volta si rinnova nell’atto performativo; e che la trasmissione del repertorio teatrale passa oggi attraverso pratiche di documentazione, trasposizione digitale e valorizzazione degli archivi, intesi non soltanto come luoghi della conservazione, ma come spazi dinamici di produzione culturale e condivisione pubblica; al centro della riflessione il Convegno colloca il rapporto tra fondi archivistici, pratiche performative e comunità, con particolare attenzione ai processi di digitalizzazione e innovazione tecnologica, alle narrazioni orali e al teatro di figura, fino alle pratiche del teatro sociale.

Interverranno al convegno: Alfredo García Femenia, del Museo Nacional de las artes escenicas de Almagro (Spagna); Annalisa Sacchi, dell’Università degli Studi IUAV di Venezia; Marianna Zannoni, della Fondazione Giorgio Cini di Venezia; Guido Di Palma, dell’Università degli Studi di Roma1, La Sapienza; Alessandro Pontremoli, dell’Università degli Studi di Torino.

L’indomani si continua con il Curriculum 2: Design della comunicazione visiva e utilità pubblica, che presenta un secondo convegno dal titolo:Lo sguardo del Design(er). Cultura del progetto e visual studies tra storia, ricerca e disillusione, a cura di Giorgia Di Carlo.

Partendo dalla storia recente della progettazione e giungendo alle teorie contemporanee del design, esperti del design e dei visual studies, dialogheranno sul rapporto che intercorre tra le pratiche contemporanee, la costruzione di immaginari collettivi e le comunità a cui parlano i designer, in un’ottica di riflessione sul ruolo e sull’agency assunti dalle pratiche progettuali all’interno delle comunità globali e locali.

Ospiti relatori di questa seconda giornata sono: Cristina Chiappini, dell’Accademia di belle arti di Roma; Jonathan Pierini, dell’Università degli Studi di Urbino; Carlo Vinti, dell’Università degli Studi di Camerino; Maddalena Dalla Mura, dell’Università degli Studi IUAV di Venezia; e Vincenzo Estremo, della NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.

L’ultimo giorno, il 25 giugno, concluderà la Summer School il Curriculum 3: Nuove metodologie del contemporaneo nell’ambito delle arti visive performative e applicate, con un ultimo appuntamento convegnistico intitolato: Arti visive, produzione e ricerca, archivi e dataset: storie, culture e prospettive, a cura di Francesco Lucifora.

Esso indaga il presente e il futuro prossimo dell’arte attraverso lo sguardo di ricercatori impegnati su fronti differenti che convergono in una storia comune e trasversale, quella della relazione tra la produzione di segni e la cultura visiva come orizzonte in costante slittamento. L’indagine è condotta intorno alle azioni, agli interventi, alle opere e ai dispositivi: come la produzione artistica scelga direzioni anche ispirate dalla tecnologia, dalle interconnessioni di massa e da corrispondenze unificanti.

Tale ultimo atto della Summer School è scandito dagli interventi di: Licia Calvi, della Breda University of Applied Sciences (Paesi Bassi); Cecilia Guida, dell’Accademia di belle arti di Brera di Milano; Valentina Manchia, dell’Università degli Studi di Bologna; Lucia Miodini, del CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Università degli studi di Parma; e da Florian Weigl, del V2. Lab for the Unstable Media di Rotterdam (Paesi Bassi)

Le tre giornate saranno completate dalla presentazione in mostra dei poster che riguardano le ricerche dottorali dei corsisti dei tre curricula di XL e di XLI ciclo.

La Summer School è organizzata con il patrocinio dell’Università degli studi di Catania, che per l’occasione ha messo a disposizione i locali del suo Centro Universitario Teatrale (CUT) in Palazzo Sangiuliano, sede della tre giorni.

Con la Direzione scientifica di Ambra Stazzone e Vittorio Ugo Vicari (che è anche il Coordinatore del Corso di Dottorato), essa si avvale di un qualificato Comitato scientifico composto da Simona Castellani, dell’Accademia d belle arti di Macerata; Donatello D’Angelo, dell’Accademia di belle arti di Firenze; Alberto Merzari, dell’Accademia di belle arti di Urbino); di Laura Ragusa, dell’Accademia di belle arti di Catania); e di Ivan Severi, dell’ISIA – Istituto per le Industrie Artistiche di Faenza.

Per Enrico Foti, Rettore dell’Università degli Studi di Catania, si tratta della prova tangibile di un sistema di connessioni sempre più stretto e proficuo tra l’Ateneo catanese e l’Accademia di belle arti, sostanziato in continui meccanismi di relazione didattica, scientifica e strutturale – vedi la prossima destinazione d’uso dell’ex complesso ospedaliero Vittorio Emanuele – che fanno della realtà etnea un laboratorio sperimentale all’avanguardia in Italia.

Gianni Latino, Direttore dell’Accademia di belle arti di Catania, mette in risalto il ruolo di guida assunto dall’ambiente catanese nella migrazione del sistema AFAM verso uno standard europeo della qualità della ricerca artistica, di cui i PhD rappresentano la pietra d’angolo, portando in tal modo alla piena attuazione lo spirito della legge di riforma del comparto n. 508 del 1999.

Nella sua qualità di prorettrice dell’Università degli Studi di Catania e Presidente dell’Accademia etnea, Lina Scalisi auspica che lo stringente rapporto tra mondo universitario e sistema dell’Alta Formazione Artistica e Musicale sia prodromo di un definitivo allineamento giuridico e sistemico tra i due comparti, e che lo sforzo compiuto a tutti i livelli negli ultimi anni – comunitario, ministeriale, regionale e cittadino – sia ripagato al più presto da una visione di lunga durata comune e condivisa.

Il dottorato di ricerca in Scienze della produzione artistica e del patrimonio dell’Accademia di belle arti di Catania, finanziato dal MUR e dalla Regione Siciliana, è organizzato in forma associata con le Accademie di belle arti di Firenze, di Macerata e di Urbino, con Conservatorio musicale ‘Vincenzo Bellini’ di Catania, con l’ISIA – Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Faenza, e con l’Università degli Studi di Messina.