Leggi tutto: ORDINANZA NUM. GENERALE N. 227 DEL 01/06/2026 Numero di Servizio 114 / 2026
Leggi tutto: ORDINANZA NUM. GENERALE N. 226 DEL 01/06/2026 Numero di Servizio 113 / 2026
Il 13 giugno2026, nello storico e prestigioso Palazzo Bischeri di Catania, uno dei più rappresentativi esempi di architettura ottocentesca della città, prenderà vita un evento di straordinaria forza espressiva: una sfilata- installazione composta da 72 abiti-scultura interamente realizzati in metallo, protagonisti del progetto tematico Metallo Vivo.
L’iniziativa si configura come un percorso visionario e sperimentale che intreccia moda, arte e design, superando i confini della moda tradizionale per esplorare nuove possibilità espressive della materia. Il metallo, solitamente associato a rigidità e funzione strutturale, viene qui reinterpretato come elemento vivo, fluido e narrativo, capace di dialogare con il corpo, lo spazio e la luce.
Il progetto nasce da un’approfondita ricerca sul riciclo e sulla trasformazione dei materiali, ponendo l’attenzione sulla sostenibilità e sul valore poetico della materia recuperata. Ogni abito è il risultato di una lavorazione minuziosa e artigianale, in cui accessori metallici intrecciati, superfici scolpite e strutture modulari si fondono con la manipolazione del tessuto rasone, creando un raffinato gioco di contrasti tra opacità e riflessi, morbidezza e rigidità, luce e chiaroscuro.
“Metallo Vivo” dà forma a un mondo scultoreo contemporaneo, fatto di spigoli, geometrie, volumi audaci e riflessi cangianti, che celebrano la forza, la resistenza e al tempo stesso la delicatezza del metallo. La materia diventa linguaggio, racconto, identità: non più semplice supporto, ma protagonista assoluta di una moda sperimentale, concettuale e profondamente attuale.
L’ambientazione storica di Palazzo Bischeri amplifica il dialogo tra passato e presente, mettendo in relazione l’eleganza architettonica ottocentesca con una visione radicalmente moderna della moda, trasformando la sfilata in una vera e propria esperienza estetica immersiva.
Il progetto è curato e coordinato dalla docente Laura Mercurio, nell’ambito delle discipline: Fashion Design, Design dell’Accessorio e del Gioiello, Ambientazione per la Moda, Cultura dei Materiali di Moda, ed è realizzato dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Catania, che attraverso questo lavoro dimostrano una straordinaria capacità di coniugare creatività, ricerca tecnica, consapevolezza materica e visione artistica.

In un mondo sempre più mobile e imprevedibile, nasce RainGuard, un oggetto modulare e ultracompatto progettato per offrire protezione immediata dalla pioggia senza rinunciare a praticità ed eleganza. Con dimensioni contenute di circa 15 × 20 cm, RainGuard è pensato per essere portato sempre con sé, trasformandosi all’occorrenza in un impermeabile o in un accessorio multifunzione.
Il progetto esplora il concetto di trasformabilità, combinando materiali impermeabili leggeri e soluzioni di piegatura intelligenti ispirate all’origami. RainGuard non è solo un impermeabile, ma un sistema modulare capace di adattarsi a diversi usi quotidiani: poncho, copri-zaino, coprisella, telo protettivo o accessorio da viaggio.
Quattro le principali caratteristiche:
• Formato tascabile ideale per borse e zaini
• Sistema modulare con chiusure rapide (snap, magneti o velcro)
• Materiali tecnici impermeabili e resistenti
• Design minimale e funzionale, adatto alla vita urbana
RainGuard nasce dall’esigenza di rispondere ai cambiamenti climatici e allo stile di vita dinamico contemporaneo, proponendo una soluzione sostenibile, riutilizzabile e versatile, in alternativa ai prodotti monouso.
“RainGuard è pensato come un oggetto discreto ma intelligente: non occupa spazio, ma è sempre pronto a proteggerti”, afferma il team di progetto. Il concept si presta a ulteriori sviluppi industriali e applicazioni nel campo del design di prodotto, dell’outdoor urbano e degli accessori smart.
RainGuard: piccolo nelle dimensioni, grande nella funzione.
Catania –
L’Accademia di Belle Arti di Catania avvia una collaborazione con l’Azienda Chris Gioielli – Fornieri Cocò Gioielli di Natura per la realizzazione di un progetto didattico e creativo dedicato al gioiello contemporaneo, con particolare attenzione al dialogo tra natura, design e identità.
Il progetto, intitolato “Il Gioiello Naturale: forme, materiali e identità contemporanea”, coinvolge gli studenti del Corso di Fashion Design – Matera Design dell’Accessorio e del Gioiello, che svilupperanno un percorso di ricerca e progettazione sotto la guida della Prof.ssa Laura Mercurio, docente responsabile, e del cultore Rosario Alessio Ferrera.
Il lavoro degli studenti si articolerà in più fasi: dall’analisi e ricerca sul concetto di gioiello naturale – esplorando materiali, simbolismi e sostenibilità – alla definizione del concept e del linguaggio estetico e tecnico, fino alla progettazione e realizzazione di un prototipo finale. È inoltre prevista un’eventuale presentazione o esposizione dei progetti in un evento congiunto tra Accademia e Azienda.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra formazione, arte e impresa, favorendo l’incontro diretto tra studenti, docenti e professionisti del settore orafo e del design. Al centro del progetto vi sono la valorizzazione della cultura del progetto, il sostegno alla formazione pratica e creativa e la promozione del made in Italy e delle competenze artigianali nel campo del gioiello contemporaneo.
L’Accademia di Belle Arti di Catania curerà il coordinamento didattico del progetto, offrendo supporto logistico e documentando tutte le fasi del lavoro. L’Azienda Chris Gioielli – Fornieri Cocò Gioielli di Natura parteciperà attivamente alla ricerca e al confronto tecnico, contribuendo con incontri formativi, testimonianze e visite in azienda. I progetti realizzati dagli studenti saranno valutati dall’azienda che, qualora lo ritenga di interesse, potrà supportare la realizzazione o la promozione di un prototipo selezionato.
Questa collaborazione rappresenta un’importante occasione di crescita per gli studenti e un esempio virtuoso di sinergia tra alta formazione artistica e realtà produttive, nel segno dell’innovazione, della sostenibilità e della ricerca estetica applicata al gioiello contemporaneo.
Che cosa lega un acquedotto romano a un impianto industriale contemporaneo? Quale filo invisibile attraversa secoli di storia, unendo la pietra scolpita dagli antichi ai sistemi tecnologici che plasmano il nostro presente?
In-genium nasce da queste domande e invita il visitatore a entrare in uno spazio in cui fotografia, archeologia e ingegneria si incontrano per raccontare l’evoluzione dell’ingegno umano. Attraverso gli sguardi di artisti, studiosi e fotografi contemporanei, il passato smette di essere memoria immobile e diventa materia viva, capace di parlare al futuro.
Tra rovine, geometrie, infrastrutture e visioni industriali, la mostra costruisce un dialogo sorprendente tra civiltà antiche e innovazione contemporanea, rivelando come ogni tecnologia — ieri come oggi — sia prima di tutto un gesto culturale, umano e creativo. Un’esperienza che rivela l’esistenza di un filo invisibile che lega l’astrattezza del calcolo alla concretezza degli oggetti e che, sfidando il tempo, abitano il nostro quotidiano.
Delle grandi opere dell’antichità non vediamo, quindi, solo strutture di pietra e malta, ma più in profondità, e alla stregua di un libro, leggiamo In-ingegnum i primi capitoli di una storia dell’innovazione che oggi, nell’attualità delle sfide della transizione energetica e della sostenibilità, giunge fino a noi nella sua essenza di civiltà e cultura materiale tutt’altro che perduta.
Un progetto che coniuga approcci storici e umanistici (filosofia, semiotica, archeologia e architettura) con il linguaggio della fotografia contemporanea, a partire dall’esperienza della “residenza d’artista” coordinata da Carmelo Nicosia e realizzata con il coinvolgimento di allievi e maestri delle Accademie di Belle Arti di Brera, Catania e Roma.
Non a caso la mostra In-genium – Sguardi sul passato e sul futuro della tecnologia – accompagnata anche da un volume – si articola attorno a sei lemmi del “mestiere dell’ingegnere” — progettare, misurare, canalizzare, miscelare, sollevare, riutilizzare — che diventano lenti per osservare l’ingegno degli antichie immaginare le tecnologie del futuro.
Accanto agli scatti degli artisti che hanno partecipato al progetto – quasi 40 firmati da Marco Agostini, Gabriele Argentino, Gabriele Barbagallo, Giuseppe Calabrese, Luca Campigotto, Carmen Cardillo, Noemi Comi, Dario Di Biaggio, Alessandro Imbriaco, Cosmo Laera e Carmelo Nicosia -, dialogano le immagini di impianti realizzati da Maire e tratti dall’archivio di Gruppo, in un montaggio visivo che crea un ponte tra patrimoni culturali e innovazione.
L’esposizione presenta una selezione degli scatti più rappresentativi di un progetto culturale promosso dal gruppo Maire e dalla Fondazione Maire – ETS, con la collaborazione del Parco archeologico del Colosseo, che ripercorrendo la storia della téchne – l’arte del fare e del saper fare – nasce come ricerca sulle radici della tecnologia antica e sul dialogo con l’ingegneria contemporanea.
La mostra, inaugurata giovedì 28 maggio, al Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane del Palazzo Centrale dell’ateneo catanese, terza tappa dopo Roma e Milano,rimarrà aperta al pubblico fino al 30 giugno 2026.
28 Maggio 2026
Alfio Russo
Leggi tutto: “In-genium” Sguardi sul passato e sul futuro della tecnologia
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