Dal 3 al 5 giugno 2026, l’Accademia di Belle Arti di Catania ospita un percorso di ricerca teorico-pratico che indaga il confine tra memorie digitali, schermi quotidiani e metodologie pittoriche contemporanee. La pittura contemporanea costituisce un linguaggio vitale e capace di rinnovarsi, attraversando oggi pratiche che spaziano dal contenuto pittorico alla dimensione installativa, dal rapporto con la memoria alla contaminazione con i media digitali. In un contesto culturale dominato dalla produzione accelerata e strategica delle immagini, la pittura può ancora costituire uno spazio di resistenza: un luogo in cui rallentare, sostare, interrogare. Non come rifugio nostalgico nel medium, ma come dispositivo critico capace di mettere in tensione visione e verità, forma e responsabilità, gesto e pensiero.

Dipingere, in questa prospettiva, significa assumersi la responsabilità di ciò che si rende visibile e delle condizioni attraverso cui lo si rende tale. Sul piano pedagogico, questa posizione diventa centrale. Formare giovani artisti non significa soltanto trasmettere strumenti tecnici o consolidare linguaggi individuali, ma accompagnarli verso una consapevolezza del proprio posizionamento nel mondo. Significa educare a una pratica vigile dello sguardo, alla costruzione non ingenua della propria voce, alla comprensione che ogni scelta formale è anche una scelta etica e relazionale. L’autenticità, allora, non è spontaneità, ma esercizio critico e responsabilità verso le immagini che produciamo e verso il contesto che le accoglie.

Nasce da queste premesse la Masterclass “Black MirrorPittura e Dispositivo. Prima di un’immagine, dopo di unquadro”, condotta dall’artista e docente Giulio Saverio Rossi. L’evento, coordinato dalla Professoressa BarbaraCammarata, si terrà dal 3 al 5 giugno 2026 presso la sede di Via Barletta dell’Accademia di Belle Arti di Catania.

L’iniziativa fa parte del programma di attività proposte all’interno del Progetto “New Painting Experience”, curato dalla Prof.ssa Cammarata per il corso di pittura. Il progetto nasce dalla necessità di indagare questa pluralità di approcci, creando uno spazio di ricerca e confronto dedicato specificamente agli studenti del secondo anno del biennio specialistico del corso di Pittura, in dialogo con artisti e curatori attivi nel panorama internazionale.

Il Focus del progetto: Pittura e Dispositivo
La Masterclass intende sviluppare una riflessione critica sul confronto tra pittura e dispositivo, concentrandosi sull’uso degli strumenti che utilizziamo quotidianamente come smartphone, tablet e PC. L’officina di lavoro partirà da interrogativi cruciali: Quali immagini abitano nei nostri dispositivi e quali significati vi attribuiamo? Siamo consapevoli dicreare un archivio della memoria che intreccia sfera personale e storia collettiva?

Il percorso introdurrà a riflessioni e metodologie legate agli artisti e ai teorici che hanno lavorato sull’archivio, l’atlante e il dispositivo. Durante le giornate, i partecipanti verranno guidati a sviluppare individualmente un lavoro pittorico dedicato a questa specifica tematica.

Programma dettagliato delle tre giornate

Il percorso si sviluppa in 3 macro-fasi (una per ogni giorno), strutturate per accompagnare i partecipanti dalla teoria visiva alla pratica pittorica, fino al dibattito critico finale.

Giorno 1

Teoria e Archeologia dello Sguardo

L’obiettivo della prima giornata è decostruire l’uso quotidiano dei nostri dispositivi e comprendere come l’immaginario digitale possa farsi materia pittorica.

• Inizio lavori e accoglienza: Introduzione agli obiettivi e alla filosofia della masterclass.
• Presentazione del docente: Focus sulla ricerca artistica personale e sulla pratica professionale nel sistema dell’arte contemporanea.
• Talk “Prima di un’immagine, dopo di un quadro”: Analisi del passaggio dall’istantanea digitale alla persistenza dell’opera d’arte.
• Il dispositivo come incubatore: Lezione sul ruolo di smartphone, tablet e PC nella creazione, catalogazione e fruizione delle immagini odierne.
• Atlanti e Archivi: Focus teorico su artisti e teorici che hanno lavorato sul concetto di archivio, atlante e dispositivo.
• Briefing metodologico: Assegnazione del compito per la sessione pratica (selezione dei materiali dal proprio “archivio della memoria” digitale).

Giorno 2

Laboratorio e Pratica Pittorica

La seconda giornata è interamente dedicata alla produzione artistica individuale, dove il flusso effimero dello schermo viene tradotto e fissato attraverso la pittura.

• Revisione e selezione dei materiali: Sessione di confronto individuale docente-studente sugli archivi personali estratti dai dispositivi.
• Dallo schermo alla tela: Studio della composizione, della luce dei pixel e della traduzione della materia digitale in pigmento e supporto fisico.
• Sessione di laboratorio intensiva: Sviluppo autonomo e individuale del lavoro pittorico, con la supervisione e il supporto tecnico-concettuale del docente.
• Focus sulla metamorfosi visiva: Riflessione guidata durante il lavoro su come il significato di un’immagine intima o collettiva cambi quando viene dipinta.

Giorno 3

Presentazione degli Elaborati e Confronto Critico

L’ultimo giorno unisce la restituzione dei lavori a una riflessione d’avanguardia sul ruolo dell’artista e sulla persistenza delle immagini nel contemporaneo.

• Allestimento e presentazione: Esposizione degli elaborati pittorici realizzati dai partecipanti durante la masterclass.
• Critique collettiva: Momento di confronto critico e discussione aperta sulle opere, analizzando le scelte formali e concettuali di ciascuno.
• Talk “Immagini persistenti, immagini effimere”: Riflessione sull’impatto dei flussi digitali nella produzione culturale, nell’estetica contemporanea e nelle professioni creative.
• Tavola rotonda finale: Dibattito sulle nuove metodologie, sulle possibilità di resistenza della pittura come dispositivo critico e sulle nuove direzioni della ricerca artistiche.

Giulio Saverio Rossi

(Massa, 1988) vive e lavora a Torino. È professore ordinario all’Accademia di Belle Arti di Frosinone. Il suo lavoro è una rivisitazione della pittura come controparte al predominio dell’immagine digitale. Al centro della sua ricerca c’è l’idea di “ecologia dello sguardo”: una condizione sospesa tra immagine, materialità e temporalità della percezione.
È vincitore del Premio Internazionale Generazione Contemporanea, Luiss Business School (Roma, 2022) e di Cantica21 del Ministero dei Beni e delle Opere Culturali e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (2020). Le sue opere sono state esposte a livello internazionale in diversi istituti culturali italiani, tra cui: Praga (Repubblica Ceca, 2023), New York (New York, 2022), Berlino (Germania, 2022), Città del Messico (Messico, 2022), Il Cairo (Egitto, 2022), Chongqing (Repubblica Popolare Cinese, 2021), Tokyo (Giappone, 2021) e Seul (Corea del Sud, 2021). Ha partecipato alla mostra internazionale Mediterranea 18, Biennale Internazionale dei Giovani Artisti Mediterranei, organizzata da BJCEM (Albania, 2017) e ha preso parte a programmi di residenza internazionali tra cui China Project (Chongqing, 2021) e Real Presence (Castello di Rivoli Museo d’arte contemporanea, Rivoli e Belgrado, 2008).

Le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive, eventi e programmi pubblici in musei e spazi di ricerca, tra cui Cripta 747, Torino (2025); Osservatorio Futura, Torino (2024); Studio Quartz, Torino (2023); MAC, Lissone (2023); Cantieri d’arte, Nepi (2023); Museo Hendrik Christian Andersen, Roma (2022); Polo del ‘900, Torino (2022); Casa Masaccio (San Giovanni Valdarno, 2021); MAD, Firenze, (2021); Sichuan Fine Arts Institute (Chongqing, Repubblica Popolare Cinese, 2019); Museo Luigi Varoli (Cotignola, 2021, 2018); GAM (Torino, 2020); Toast project space, Firenze (2020); Centro Pecci, Prato (2020; 2019); Pierre Dupont, Alcamo.