Quali prove affrontano oggi i giornalismi locali? Quali, le direzioni future? La crisi dei media tradizionali ha impoverito la copertura territoriale. Si osservano costanti tagli nelle redazioni locali, il che mette in pericolo una forma di giornalismo che, grazie alla sua vicinanza al pubblico, riveste un ruolo cruciale nel contesto del diritto all’informazione.
Attraverso i new media, fioriscono nuove forme di informazione locale rendendo ancora più plurale il settore. Coi social media si impongono nuove affordance e nuovi business model, avvicinandosi sempre più ai cittadini e alle politiche sociali. Si moltiplica così la missione dei giornali locali, che da sempre fanno ponte tra il cuore pulsante della città, le classi dirigenti e le imprese. Si creano nuovi pubblici e audience attive.
Anche le metodologie di informazione vengono messe in discussione: nasce il citizen journalism che coinvolge i cittadini nel raccontare i fatti del giorno, ilconstructive journalism per recuperare l’etica smarrita da un mercato opprimente e il mobile journalism, integrando all’informazione tradizionale nuovi dispositivi e linguaggi crossmediali.
Durante l’incontro, dialogheranno due esempi siciliani che stanno assistendo a questa turbolenta trasformazione e che più di tutti si impegnano per la narrazione dello sviluppo del territorio e delle comunità locali. Il Quotidiano di Sicilia, dal 1979 primo giornale regionale a informare sull’economia siciliana, sul mondo delle imprese e del no profit; e il nuovo fenomeno DIECI MEDIA CATANIA, società benefit per la promozione della città etneaattraverso un mix di linguaggi che spazia dal giornalismo alla contentcreation.
I giornalismi locali sono i primi alleati dell’azione dal basso, dando visibilità a iniziative che sbocciano per lo sviluppo del territorio e il benessere della comunità. L’informazione qui si lega a doppio filo col Terzo settore in un rapporto di interdipendenza. Negli ultimi 15 anni i welfare di comunità sono diventati sempre più centrali nel dibattito sulle politiche sociali italiane. Esempi virtuosi della nostra regione sono due cooperazioni sociali nate nell’era digitale ed attraverso il digitale: Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simetoe Fondazione Marea.
Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto
Il Presidio ha sede a Paternò e nasce nel 2015 dall’intenzione di costruire una Mappa di Comunità condotta nella Valle del Simeto per la riappropriazione di un territorio martoriato dalla mafia, dall’illegalità organizzata, dal caporalato e da un governo regionale spesso assente. La Mappatura ha dato avvio a una stagione di progettualità collettiva, fatta di incontri per scuole, cittadini e per i migranti vittime dei caporali, sfociata poi nella nascita del Patto di Fiume Simeto, una nuova forma di organizzazione territoriale che, attraverso una Convenzione Quadro siglata nel 2015, mette assieme la società civile organizzata nel Presidio Partecipativo, gli Enti Locali vallivi, l’Università di Catania e di Firenze per costruire e alimentare un percorso di sviluppo comunitario di lungo termine, mosso da istanze di giustizia ambientale e solidarietà sociale. Ogni anno il Ministero della Cultura finanzia il suo Festival “Facciamo la Valle”.
Fondazione Marea
Fondazione Marea nasce a Isola Catania due anni fa ed è un programma di incubazione di startup siciliane per lo sviluppo delle aree provinciali, soprattutto quelle interne a rischio abbandono. Il network organizza incontri a distanza tra le imprese sociali e i cosiddetti “pionieri”, ossia 500 esperti e professionisti siciliani selezionati tra progettisti, avvocati, commercialisti, comunicatori, docenti universitari, imprenditori e manager da tutta Italia e dall’Europa, ma anche da Hong Kong, San Francisco, Fukuoka, Melbourne, Addis Abeba, Dubai, Los Angeles, Sacramento e Montreal. I pionieri fanno mentoring agli startupper e finanziano i progetti in cui vedono un futuro concreto.
Obiettivo dell’incontro
L’incontro vuole raccontare questa incredibile rivoluzione digitale nella narrazione territoriale e nel Terzo settore, attraverso l’intervento di due testate che testimoniano questo percorso di trasformazione ancora in essere, i risultati e le sfide che implica. Entrando poi nel merito dell’utilizzo dei new media per le cooperazioni sociali, si disquisirà sul rapporto che le politiche sociali hanno con i giornalismi locali, nonché sui risultati raggiunti attraverso l’autopromozione digitale e le nuove tecnologie dell’informazione.
Relatori
Martina Tolaro, docente in Comunicazione Multimediale per il Web
Antonio Leo, giornalista professionista e redattore del Quotidiano di Sicilia
Federica Di Chiara, responsabile di redazione Dieci Media Catania
Federico Rosa, creator Dieci Media e giornalista pubblicista
Antonio Perdichizzi, presidente di Isola Catania Impresa sociale e di Fondazione Marea
Carmelo Caruso, ex vicepresidente del Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto
Flavio Iurato, segretario del Consiglio Direttivo del Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto e co-responsabile della comunicazione
Catania Eventi e Notizie




