La mostra più longeva dell’ente di ricerca e cultura, ormai appuntamento fisso nel calendario dei festeggiamenti agatini. Ogni anno gli allievi del corso affrontano la creazione dei capolavori sartoriali, collocando e attuando la propria ricerca, rifacendosi ad un tema ben preciso, Mater Agata, questo il titolo della kermesse di moda e costume, che pone l’obiettivo nel rapporto tra madre e figli, esaltando la figura materna come diva coraggiosa, luce primordiale che illumina il cammino di noi figli.
Madri coraggiose, come Felicia Bartolotta, vedova Impastato, paladina ed esempio, determinata a proteggere il figlio e la sua memoria ferita a morte dalla mafia. Madri dei quartieri popolari, che per difendere i loro figli, colpiti dal degrado e dalla fragilità, data da solitudine e dalla violenza sociale, sono pronte a denunciare. Madri che accompagnano figli sfortunati in percorsi gravi di malattie mortali. Madri che vegliano ogni attimo per tutelare la parte più intrinseca di sé stessi.
Per questa XXIII edizione gli studenti hanno realizzato 117 abiti, che come paladini posti su busti sartoriali, esaanime offriranno bellezza al fruitore. Ben 43 associazioni umanitarie faranno da rete al sostegno dell’iniziativa, sfilando con il proprio gonfalone la sera dell’inaugurazione venerdì 31 gennaio 2025 alle ore 20:00 presso la splendida location di Palazzo Minoriti. La nota ed apprezzata Corale Tovini, allieterà gli spettatori, prima del fatidico taglio del nastro, in presenza delle più alte cariche istituzionali e culturali. Dal 31 gennaio al 06 febbraio 2025 la mostra sarà aperta gratuitamente ai visitatori.
Precederà l’evento la conferenza di presentazione, che avrà luogo, presso la Sala Consigliare Giovanni Verga del Palazzo di Città, giorno 28 gennaio alle ore 10:30, luogo in cui 10 dei 117 abiti verranno ammirati in anteprima dal pubblico presente, accompagnati dal baritono Matteo Siculo.
Una giuria di qualità premierà quattro degli studenti partecipanti che si saranno distinti tra gli abiti in concorso, con borse di studio economiche per sostenere l’arte ed il creativo impegno degli studenti.
Madrina dell’evento Giusi Malato, campionessa olimpica, che oltre a testimoniare l’evento come madrina, sfilerà con la sua associazione insieme agli altre 42 gruppi solidali.
Novità di quest’anno è la possibilità, per la durata di un mese, per associazioni, gruppi di utenti fragili e per chi necessita di controlli medici, radiografie, visite oncologiche, cardiologiche e di ogni tipo, di usufruire gratuitamente di questi servizi offerti dalle strutture convenzionate quali la Casa di cura Gibiino, Casa di cura Mater Dei, Casa di cura Vidimura Gretter, Centro riabilitativo Calaciura, Casa di cura Villa Sofia, Centro Catanese di Medicina e Chirurgia – H7 e tutte le strutture private accreditate aderenti alla ACOP Catania.
Mater Agata è ricerca dei tessuti, conoscenza religiosa e storica, emozione animica, che confluisce in un solo punto focale, Agata, vergine che protegge le madri, e ne diventa Lei stessa madre, abbracciando il suo popolo con lo stesso amore di una mamma. Tutto pronto affinché la magia abbia inizio, gli animi come legna al fuoco pronti per ardere, Mater Agata, oltre ogni limite.
Venerdì 17 gennaio 2025, nell’Aula Magna “Nunzio Sciavarrello” dell’Accademia delle Belle Arti di Catania (via Raimondo Franchetti, 5), si tiene la presentazione del catalogo ragionato (Skira) dell’opera di Alberto Abate (Roma, 1946-2012), protagonista tra i più emblematici e misteriosi del primo ritorno alla pittura degli anni Ottanta del secolo scorso.
Partecipano alla serata, Emma Abate, figlia dell’artista, direttrice dell’Archivio Alberto Abate e curatrice del libro, Cesare Biasini Selvaggi, curatore del libro, Marcello Panascia, critico d’arte, Lina Scalisi, presidente dell’Accademia delle Belle Arti di Catania, Gianni Latino, direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Catania e Laura Ragusa, professoressa di Stile, Storia dell’arte e del costume all’Accademia delle Belle Arti di Catania.
La pubblicazione, dal titolo Alberto Abate. Opere 1960-2011, ordinata cronologicamente e comprendente le diversificate tipologie di cicli che si riscontrano entro l’amplissima attività creativa dell’artista, costituisce un nuovo punto di vista privilegiato per percorrere, a tutto tondo, l’intero sviluppo della sua carriera. Frutto di un capillare lavoro di catalogazione, archiviazione e documentazione di autenticità dell’Archivio Alberto Abate, la pubblicazione è il primo percorso esaustivo del corpus del pittore e presenta la prefazione e una nota introduttiva di Emma Abate e un ampio saggio di Cesare Biasini Selvaggi.
Completamente illustrato e introdotto da un’intervista di Linda Kaiser all’artista, il volume accoglie la più ampia selezione delle opere di Alberto Abate realizzate tra gli anni Sessanta e il 2012, tra dipinti e disegni, sculture, opere grafiche, collage e design. La raccolta delle opere è accompagnata da un’antologia di testi e da una biografia di Abate.
Alberto Abate appartiene quella schiera di temerari controcorrente che, ispirati da storici come Maurizio Calvesi e Italo Mussa, rifuggivano dalle esperienze delle avanguardie dell’epoca, considerate colpevoli di essersi chiuse nelle loro ripetitività. Nelle sue figurazioni, che seguirono presto un percorso autonomo e indipendente rispetto a quello degli altri “Anacronisti”, emergono e si intrecciano due vocazioni: da un lato quella del pittore colto e, dall’altro, quella del teorico di estetica.
Intervengono—
Emma ABATE, direttrice Archivio Alberto Abate, Roma e curatrice del libro
Cesare BIASINI SELVAGGI, curatore del libro
Marcello PANASCIA, critico d’arte
Lina SCALISI, presidente dell’Accademia delle Belle Arti di Catania
Gianni LATINO, direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Catania
Laura RAGUSA, professoressa di Stile, Storia dell’arte e del costume
La conferenza “Musei e nuove prospettive” ospitata dall’Accademia di Belle Arti di Catania rappresenta un’occasione di riflessione e dialogo sul ruolo dei musei nella società contemporanea e sulle prospettive future di queste istituzioni. Con la partecipazione speciale della museologa americana Elisabeth Rodini, l’evento esplora le nuove sfide contemporanee, come l’inclusione, l’accessibilità, l’uso delle tecnologie digitali e la sostenibilità. Rodini, rinomata per i suoi studi e le sue esperienze di gestione di istituzioni culturali, come la direzione dell’American Academy in Rome, condividerà le visioni maturate in ambito internazionale, offrendo spunti per ripensare il rapporto tra musei e pubblico, in una prospettiva che valorizza la diversità culturale e il cambiamento sociale.
—obiettivi incontro
Fornire gli strumenti per la comprensione delle funzioni e dei ruoli legati alle istituzioni museali; disseminare i concetti di partecipazione, sostenibilità, co-progettazione all’interno del contesto accademico; implementare e sollecitare nuove ricerche sugli studi museali e sulla formazione attraverso la mediazione culturale.

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