Venerdì 20 febbraio, alle ore 17.00, nelle sale del Museo dei Saperi e delle Mirabilia sicilianedell’Università di Catania (Palazzo centrale, piazza Università 2) si inaugura la mostra Antonio Santacroce. Maestro dell’immaginazione e della materia, con il coordinamento generale di Germana Barone e la cura in catalogo di Vittorio Ugo Vicari.
La mostra è co-organizzata dall’Università etnea, dall’Accademia di belle arti di Catania e dalla Fondazione Antonio Santacroce-Culture del Mediterraneo, e sponsorizzata dall’ANCE – Associazione Nazionale Costruttori Edili, Catania e dalla Nuova Officina d’Arte, Catania.
Il progetto espositivo è stato finanziato da Università e Accademia, le quali, forti di una consolidata convenzione istituzionale, da qualche anno perseguono obiettivi di prossimità didattica, scientifica e di ricerca, non ultima la condivisione strutturale e infrastrutturale dell’ex Ospedale Vittorio Emanuele II, che a breve giungerà a compimento.
«L’iniziativa si configura come un esempio emblematico di quella collaborazione virtuosa tra istituzioni, che considero uno dei principali motori di sviluppo del nostro territorio», ha dichiarato il rettore dell’Università di Catania Enrico Foti: «in questo senso, la mostra non è soltanto una celebrazione dell’opera di un grande Maestro, ma si propone come una dichiarazione programmatica della visione culturale che il nostro Ateneo intende perseguire nel prossimo futuro».
«Non è la prima volta che le due istituzioni si relazionano strettamente», sottolinea Gianni Latino, direttore dell’Accademia etnea. «Tra le tante iniziative in comune mi piace ricordare la più importante e sistematica: quella che lega i miei due mandati alla Presidenza di Lina Scalisi – ordinaria di Storia moderna presso l’Università di Catania e oggi prorettrice – mentore dei molti successi fin qui conseguiti dall’istituzione che insieme rappresentiamo». Profonda soddisfazione, infine, traspare nelle dichiarazioni di Massimo Papa, vice Presidente della Fondazione Santacroce-Culture del Mediterraneo, secondo cui «oggi più che mai, all’età di ottant’anni, il Maestro sente il bisogno di far conoscere alle nuove generazioni, la sua opera come parte integrante del patrimonio culturale del mare nostrum, teatro, quest’ultimo, troppo spesso vissuto come luogo di continue tragedie e non per ciò che esso ha significato per la nascita e crescita della nostra civiltà».
La mostra è ospitata nel Museo dei Saperi e delle Mirabilia siciliane che in pochi anni ha già conseguito il primato di centro propulsivo per la cultura erudita etnea. A Germana Barone, direttrice del museo accademico, il compito di contestualizzare il progetto nel più ampio programma museografico e museologico d’ateneo: «In quest’orizzonte si colloca con piena coerenza la mostra, il cui percorso dialoga da tempo con la nostra istituzione esponendo questa in maniera permanente alcuni lavori dell’artista all’interno di un percorso tattile. L’esposizione rafforza il suo ruolo come luogo deputato alla conservazione, allo studio e alla restituzione critica dell’opera, momento di sintesi e di approfondimento reso possibile proprio dalla funzione scientifica della sede museale, che garantisce al tutto contestualizzazione e rigore metodologico».
Antonio Santacroce (Rosolini 1945) rappresenta una delle più autorevoli voci contemporanee nel panorama della produzione artistica siciliana. La sua fortuna espositiva, critica e bibliografica è vasta e qualificata, una letteratura artistica che dal 1962 in avanti accompagna e innerva la sua opera con molte firme di caratura regionale, nazionale e internazionale. Incisore, scultore, pittore, scenografo, designer, Santacroce restituisce della contemporaneità una lettura calda, vibratile, saldamente ancorata alle forme archetipiche e mitiche del modo mediterraneo arcaico. Una pletora di figure ieratiche e confidenziali al contempo, che albergano nello spazio labile del sogno così come nella memoria urbana e archeologica dei luoghi.
L’esposizione vuole essere retrospettiva e antologica al contempo; essa rivela aspetti finora poco indagati della sua produzione artistica (molti sono gli inediti) e del suo pensiero poetico. Ad esempio, la lunga e assidua frequentazione con certe carte e cartiere, le quali formano l’ossatura di un modus estremamente singolare; oppure il Santacroce designer del tessile – forse la deriva più recente della sua produzione artistica – albergata in molti suoi personaggi con cappello, in pittura, disegno e incisione, e consolidatasi più tardi in un vero e proprio brand.
Sono questi solo alcuni degli spunti d’indagine sulla vita e sull’opera del Maestro; indagine che è stata condotta da un pool di giovani studiosi emergenti dalla scuola storico-artistica dell’Accademia di belle arti e dell’Università degli Studi di Catania (Giulia Bertuccio, Andrea Giovanni Calì, Chiara Nicoletta Compagnino, Simona Di Stefano, Barbara Sorbello), cui si affiancano alcune autorevoli firme della scena critica e storico-artistica della Sicilia orientale (Ornella Fazzina, Laura Giovanna Petralia, Viviana Scalia). «Quest’ultimo aspetto — dice il curatore Vittorio Ugo Vicari — è per noi un valore irrinunciabile: la continuità negli studi e nelle professioni dell’arte come scopo primario, metafora ideale di una trasmissione dei saperi competente, generosa e attenta alle future leve della cultura e dell’arte italiana».
L’identità visiva della mostra e del catalogo sono curati da Anna Compagnone, con la direzione tecnica dell’allestimento di Daniele Leonardi e la collaborazione dell’Area della Terza Missione dell’Università. Il catalogo è edito da Euracus, Catania 2026, ‘impresa sociale’ amministrata da Maurizio Cuzzocrea che si affaccia all’editoria d’arte con questo primo volume, presentato in una nuova collana dal titolo: 9/CENTO. Studi e ricerche sulle arti del secolo breve, diretta dallo stesso Vittorio Ugo Vicari.
I visitatori saranno accolti e guidati in mostra da un pool di studenti e studentesse dell’Accademia, coordinati da Valeria Cristaldi, Alessandro Egitto e Ilaria Egle Tomaselli, sotto l’egida attenta di Elisa Francesconi (docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Catania) e Viviana Scalia (docente di Museologia e Storia del collezionismo presso l’Accademia di Belle Arti di Catania).
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Mercoledì 11 febbraio alle 8:30, nell’Auditorium “G. De Carlo” del Monastero dei Benedettini, l’Università di Catania organizza un evento in occasione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, rivolto alle studentesse e agli studenti degli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore di tutti e cinque gli anni.
L’iniziativa si inserisce in un percorso di orientamento, ispirazione e sensibilizzazione sui temi dell’accesso paritario ai saperi scientifici, tecnologici, artistici e umanistici (STEAM), con l’obiettivo di promuovere una riflessione condivisa sul ruolo delle donne nei processi di ricerca, innovazione e leadership.
La Giornata, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2015 (Risoluzione A/RES/70/212), pone particolare attenzione ai contesti interdisciplinari, nei quali il dialogo tra scienza e arte rappresenta un elemento chiave per lo sviluppo del pensiero critico e creativo.
L’evento prevede il dialogo tra Ambra Stazzone (vicedirettrice dell’Accademia di Belle Arti e storica dell’arte contemporanea) e Laura Barreca (direttrice del Museo Civico di Castelbuono e storica dell’arte). L’incontro sarà moderato da Lina Scalisi (prorettrice dell’Università di Catania).
La giornata si configura come un’occasione formativa e orientativa di particolare valore, soprattutto per le studentesse, offrendo modelli culturali positivi, stimoli interdisciplinari e strumenti di riflessione utili alla costruzione consapevole del proprio percorso di studi e professionale.
L’iniziativa è promossa nell’ambito del progetto di orientamento attivo “OUI, ovunque da qui”, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR – M4.C1, Investimento 1.6), con il sostegno dell’Unione Europea – NextGenerationEU.

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La Biennale Internazionale della Fotografia Femminile 2026 si sviluppa attorno al tema Liminal, inteso come fase di transizione e cambiamento profondo, in cui certezze consolidate vengono messe in discussione e il futuro appare incerto. Un tempo sospeso che riflette trasformazioni sociali, culturali e geopolitiche, capaci di generare sia nuove prospettive sia il riemergere di tensioni e criticità.
Da sempre attenta ai grandi temi contemporanei, la Biennale affronta questioni legate a istruzione, disuguaglianze sociali, migrazioni, perdita di diritti e dinamiche di neo-colonialismo. L’edizione 2026 conferma il formato delle precedenti, con mostre principali di fotografe italiane e internazionali e una mostra d’archivio dedicata a Imogen Cunningham. Il programma è arricchito da open call, circuito off, letture portfolio, workshop, conferenze e attività educative.
Le esposizioni si svolgono in diversi spazi della città di Mantova: Casa di Rigoletto, Casa del Mantegna, Galleria Disegno, Spazio Arrivabene2 e Casa del Pittore.
La quarta edizione della Biennale consolida un progetto culturale in crescita, sostenuto da una rete sempre più ampia di partner e sostenitori che riconoscono nella cultura uno strumento fondamentale di cambiamento sociale.
Alessia Locatelli è Direttrice Artistica della Biennale della Fotografia Femminile – BFF e co-direttrice dell’Archivio Enrico Cattaneo.
È curatrice indipendente e nell’organizzazione di mostre con istituzioni e realtà private, in Italia e all’estero, mentre in parallelo continua l’attività di progettazione e consulenza. È firma di alcune riviste specializzate e referente critico del Dossier Fotografia del “CAM, catalogo di arte moderna” (ex-Bolaffi) Editoriale Giorgio Mondadori – Gruppo Cairo. Insegna in scuole di fotografia e collabora come docente e visiting professor con università. Partecipa a giurie e premi internazionali, tra cui il British Journal of Photography, e come folio-reviewer e curatore in vari FotoFestival come Les Rencontres d’Arles. È inoltre Nominator al prestigioso Prix Pictet. Si occupa progettare e coadiuvare gli autori nella scelta delle carte e nei materiali di montaggio utili alla conservazione. È consulente nel collezionismo fotografico.
Biennale della Fotografia Femminile
6-29 marzo 2026, Mantova (varie sedi)
www.bffmantova.com
Giovedì 12 febbraio 2026, dalle ore 15.00 alle 16.00, presso l’Accademia di Belle Arti di Catania si terrà la presentazione della rassegna “Fotografia in scena – Photography on Stage”.
Interverranno:
Carmelo Nicosia, Coordinatore del Corso di Fotografia;
Alfio Zappalà, Direttore artistico del Cine-Teatro Rex di Giarre;
Carmen Cardillo, Curatrice della rassegna.
Il Cine-Teatro Rex di Giarre apre le proprie porte alla fotografia con il progetto “Fotografia in scena – Photography on Stage”, a cura della prof.ssa Carmen Cardillo e patrocinato dall’Accademia di Belle Arti di Catania in collaborazione con l’Associazione Culturale ArchiDrama. L’iniziativa è rivolta agli allievi dell’Accademia e al territorio ionico-etneo, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra istituzioni formative e spazi culturali, promuovendo occasioni di confronto, crescita e condivisione.
La rassegna propone incontri dinamici dedicati alla presentazione di progetti fotografici e al dialogo diretto con il pubblico. Protagonisti saranno giovani fotografi, allievi ed ex allievi dell’Accademia, che avranno l’opportunità di condividere il proprio lavoro e di confrontarsi con studenti, docenti e professionisti del settore. I temi affrontati spaziano dalla città e dal territorio all’identità e alla memoria, fino alle trasformazioni sociali e culturali del presente, con rimandi e suggestioni provenienti anche dal linguaggio cinematografico.
Il progetto si configura come una rassegna culturale e formativa che valorizza la fotografia come linguaggio artistico contemporaneo e come spazio di incontro tra giovani autori, fotografi professionisti, artisti visivi, studiosi e pubblico. Ogni mercoledì il Cine-Teatro Rex si trasformerà in un luogo di narrazione, ascolto e riflessione condivisa.
La rassegna fotografica si svolgerà dal 25 marzo a maggio 2026 presso il Cine-Teatro Rex di Giarre, con incontri in programma il 25 marzo, 1 e 8 aprile, 6 e 13 maggio, dalle 18.00 alle 19.30.
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