La ricerca delle Radici,
Botaniche e non
La ricerca delle Origini
Il riconoscimento della stratificazione
Delle stratificazioni
Riconoscere (a volte è difficile)
tutti i minuscoli frammenti
di questo mosaico di memoria
Ma continuare a farlo ogni giorno
Stratificazioni già realizzate
di abitudini, forme, abiti, suoni,
parole.
Dissonanze e continuità:
siamo tutto questo. Ne siamo consapevoli.
Ma ora, ora abbiamo ripescato
forme e suoni da altre visioni
a volte lontane.
Stiamo scrivendo frasi contraddittorie,
Sovrapponibili
A volte siamo un accumulo di
contraddizioni, quasi una doppia
partitura.
Ma ora stiamo costruendo una
lingua fatta di tessuti dimenticati,
fili spezzati che stiamo riannodando,
merletti che trovano spazio sul corpo,
bottoni, frange, rafie, cocci di terracotta,
fiori di stoffa, cuoio e frange, pieghettature,
e bordi intagliati.
È il nostro nuovo tessuto linguistico
Vogliamo vestirci con cura per
nuovi rituali, che stiamo costruendo
Vogliamo creare legami nuovi e nutrienti
Vogliamo riconoscere suoni e parole che
ci sembravano sconosciute.
Vogliamo attaccare bottone con
tutte le lingue del mondo
Sartorie Provvisorie.
Fili, Rami, Sfere,
Il Bianco illumina
L’electrovoce siderale
ci spinge nelle stelle
Attingiamo dal Mito.
MERCERIA RADICALE
Siamo per sempre
THE ABSOLUTE BEGINNERS
Sabina Albano
Dal 29 maggio 2026 l’Accademia di belle arti di Catania vanta il suo primo Dottore di ricerca (PhD).
Si tratta di Giulio Interlandi, che presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata ha dissertato una tesi di III livello dal titolo: Approcci immersivi ed ‘enattivi’ all’esperienza museale [passim], conseguendo il titolo con il massimo dei voti “cum laude“.
La tesi è stata dissertata sotto la guida di Vittorio Ugo Vicari (relatore) e di Lorenzo Di Silvestro e Ambra Stazzone (co-tutor).
Si tratta di un traguardo storico per il comparto AFAM e per l’accademia catanese, perché per la prima volta (si era nel 38° ciclo dottorale del 2022) veniva consentito a un’accademia italiana di entrare nel sistema della ricerca di terzo livello, anche se solo in convenzione con l’Università degli Studi Tor Vergata di Roma, in attesa di un specifico quadro normativo che sarebbe arrivato solo due anni dopo, con il DM 470/24.
La tesi di Interlandi ha risposto a una domanda interessante per le pratiche museologiche, museografiche e curatoriali: Quali sono i vantaggi dal punto di vista espositivo, esperienziale e organizzativo che le tecnologie interattive di tipo immersivo e i sistemi ‘enattivi’ possono portare alla fruizione della cultura? E cosa significa “enattivo”? Enazione è la conoscenza che emerge non solo dalla mente, ma anche dall’azione ‘situata’ del corpo, con il suo bagaglio di emozioni derivanti dall’impatto visivo ed esperienziale dinanzi all’opera, in un ‘luogo’, in questo caso lo spazio culturalmente determinato di un museo o di una mostra temporanea. Dunque una ricerca che si pone al trivio tra cultura (Scienze umane), progetto (Design) e tecnologia (Scienze applicate).
Per dimostrare la sua tesi, nei tre anni di ricerca applicata Interlandi ha analizzato diversi casi studio su differenti piani: due che riguardano l’allestimento museale permanente di un’importante opera d’arte medievale (Il Trionfo della morte di Palazzo Abatellis a Palermo) e di tre opere d’arte contemporanea tra XX e XXI secolo: Senza titolo (1993) di Jannis Kounellis, Artificio (2003-2005) di Francesco Simeti, Raíces (2015) di Regina José Galindo, tutte e tre al Palazzo Riso a Palermo.
Un’ulteriore pratica è stata intitolata Through the Artwork: esperienza di social virtual reality progettata per gli spazi della Galleria d’arte moderna di Catania e sperimentata dal 18 gennaio al 17 marzo 2024 in seno alla mostra 1968–2023 Tra figurazione e segno. Incisione e incisori dell’Accademia di belle arti di Catania, a cura di Laura Ragusa.
La tesi di Giulio Interlandi, in pubblica consultazione presso la nostra Biblioteca d’istituto, viene ora consegnata ai due prestigiosi istituti museali palermitani partner del progetto in una cerimonia ufficiale, ospite la Direttrice del Museo Regionale d’arte Moderna e Contemporanea Palazzo Riso, Evelina De Castro.
Il Direttore
Gianni Latino
Martedì 9 giugno 2026, alle ore 10.00, presso l’aula magna dell’Accademia di Belle Arti di Catania, sarà presentata la puntata pilota della serie televisiva Il Gorilla, progetto audiovisivo liberamente tratto dal romanzo Attenti al Gorilla dello scrittore Sandrone Dazieri.
La produzione è realizzata dall’Accademia di Belle Arti di Catania con la produzione esecutiva di The Family Film di Milano.
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L’iniziativa rappresenta uno dei più significativi risultati delle attività di ricerca, sperimentazione e produzione promosse dall’Accademia nell’ambito delle industrie culturali e creative, confermando il ruolo dell’Istituzione come luogo di incontro tra formazione artistica, innovazione tecnologica e produzione professionale. Il progetto si inserisce nelle attività del Centro di Ricerca C-FABIT e costituisce un importante esempio di collaborazione tra il mondo accademico e il settore audiovisivo nazionale e internazionale.
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Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali della Presidente dell’Accademia, Lina Scalisi, e del Direttore Gianni Latino. Seguiranno gli interventi del regista Stefano Quaglia, della produttrice Ada Bonvini e dell’attore Raffaele Esposito, che presenteranno il percorso creativo e produttivo che ha portato alla realizzazione del progetto.
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L’evento vedrà inoltre la partecipazione di studiosi e ricercatori internazionali, tra cui Vince Briffa e Andreas Treske, insieme a Gianpiero Vincenzo, coordinatore scientifico del Centro di ricerca C-FABIT dell’Accademia di Belle Arti di Catania.
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La presentazione offrirà l’occasione per approfondire le potenzialità della ricerca artistica applicata alla serialità televisiva e per riflettere sul contributo che le istituzioni AFAM possono fornire allo sviluppo di nuovi modelli di produzione culturale. Attraverso Il Gorilla, l’Accademia conferma il proprio impegno nel sostenere progetti capaci di coniugare qualità artistica, ricerca interdisciplinare e impatto sul territorio, promuovendo una formazione sempre più connessa alle trasformazioni contemporanee del sistema creativo e audiovisivo.
Il 13 giugno2026, nello storico e prestigioso Palazzo Bischeri di Catania, uno dei più rappresentativi esempi di architettura ottocentesca della città, prenderà vita un evento di straordinaria forza espressiva: una sfilata- installazione composta da 72 abiti-scultura interamente realizzati in metallo, protagonisti del progetto tematico Metallo Vivo.
L’iniziativa si configura come un percorso visionario e sperimentale che intreccia moda, arte e design, superando i confini della moda tradizionale per esplorare nuove possibilità espressive della materia. Il metallo, solitamente associato a rigidità e funzione strutturale, viene qui reinterpretato come elemento vivo, fluido e narrativo, capace di dialogare con il corpo, lo spazio e la luce.
Il progetto nasce da un’approfondita ricerca sul riciclo e sulla trasformazione dei materiali, ponendo l’attenzione sulla sostenibilità e sul valore poetico della materia recuperata. Ogni abito è il risultato di una lavorazione minuziosa e artigianale, in cui accessori metallici intrecciati, superfici scolpite e strutture modulari si fondono con la manipolazione del tessuto rasone, creando un raffinato gioco di contrasti tra opacità e riflessi, morbidezza e rigidità, luce e chiaroscuro.
“Metallo Vivo” dà forma a un mondo scultoreo contemporaneo, fatto di spigoli, geometrie, volumi audaci e riflessi cangianti, che celebrano la forza, la resistenza e al tempo stesso la delicatezza del metallo. La materia diventa linguaggio, racconto, identità: non più semplice supporto, ma protagonista assoluta di una moda sperimentale, concettuale e profondamente attuale.
L’ambientazione storica di Palazzo Bischeri amplifica il dialogo tra passato e presente, mettendo in relazione l’eleganza architettonica ottocentesca con una visione radicalmente moderna della moda, trasformando la sfilata in una vera e propria esperienza estetica immersiva.
Il progetto è curato e coordinato dalla docente Laura Mercurio, nell’ambito delle discipline: Fashion Design, Design dell’Accessorio e del Gioiello, Ambientazione per la Moda, Cultura dei Materiali di Moda, ed è realizzato dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Catania, che attraverso questo lavoro dimostrano una straordinaria capacità di coniugare creatività, ricerca tecnica, consapevolezza materica e visione artistica.

In un mondo sempre più mobile e imprevedibile, nasce RainGuard, un oggetto modulare e ultracompatto progettato per offrire protezione immediata dalla pioggia senza rinunciare a praticità ed eleganza. Con dimensioni contenute di circa 15 × 20 cm, RainGuard è pensato per essere portato sempre con sé, trasformandosi all’occorrenza in un impermeabile o in un accessorio multifunzione.
Il progetto esplora il concetto di trasformabilità, combinando materiali impermeabili leggeri e soluzioni di piegatura intelligenti ispirate all’origami. RainGuard non è solo un impermeabile, ma un sistema modulare capace di adattarsi a diversi usi quotidiani: poncho, copri-zaino, coprisella, telo protettivo o accessorio da viaggio.
Quattro le principali caratteristiche:
• Formato tascabile ideale per borse e zaini
• Sistema modulare con chiusure rapide (snap, magneti o velcro)
• Materiali tecnici impermeabili e resistenti
• Design minimale e funzionale, adatto alla vita urbana
RainGuard nasce dall’esigenza di rispondere ai cambiamenti climatici e allo stile di vita dinamico contemporaneo, proponendo una soluzione sostenibile, riutilizzabile e versatile, in alternativa ai prodotti monouso.
“RainGuard è pensato come un oggetto discreto ma intelligente: non occupa spazio, ma è sempre pronto a proteggerti”, afferma il team di progetto. Il concept si presta a ulteriori sviluppi industriali e applicazioni nel campo del design di prodotto, dell’outdoor urbano e degli accessori smart.
RainGuard: piccolo nelle dimensioni, grande nella funzione.
Catania –
L’Accademia di Belle Arti di Catania avvia una collaborazione con l’Azienda Chris Gioielli – Fornieri Cocò Gioielli di Natura per la realizzazione di un progetto didattico e creativo dedicato al gioiello contemporaneo, con particolare attenzione al dialogo tra natura, design e identità.
Il progetto, intitolato “Il Gioiello Naturale: forme, materiali e identità contemporanea”, coinvolge gli studenti del Corso di Fashion Design – Matera Design dell’Accessorio e del Gioiello, che svilupperanno un percorso di ricerca e progettazione sotto la guida della Prof.ssa Laura Mercurio, docente responsabile, e del cultore Rosario Alessio Ferrera.
Il lavoro degli studenti si articolerà in più fasi: dall’analisi e ricerca sul concetto di gioiello naturale – esplorando materiali, simbolismi e sostenibilità – alla definizione del concept e del linguaggio estetico e tecnico, fino alla progettazione e realizzazione di un prototipo finale. È inoltre prevista un’eventuale presentazione o esposizione dei progetti in un evento congiunto tra Accademia e Azienda.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra formazione, arte e impresa, favorendo l’incontro diretto tra studenti, docenti e professionisti del settore orafo e del design. Al centro del progetto vi sono la valorizzazione della cultura del progetto, il sostegno alla formazione pratica e creativa e la promozione del made in Italy e delle competenze artigianali nel campo del gioiello contemporaneo.
L’Accademia di Belle Arti di Catania curerà il coordinamento didattico del progetto, offrendo supporto logistico e documentando tutte le fasi del lavoro. L’Azienda Chris Gioielli – Fornieri Cocò Gioielli di Natura parteciperà attivamente alla ricerca e al confronto tecnico, contribuendo con incontri formativi, testimonianze e visite in azienda. I progetti realizzati dagli studenti saranno valutati dall’azienda che, qualora lo ritenga di interesse, potrà supportare la realizzazione o la promozione di un prototipo selezionato.
Questa collaborazione rappresenta un’importante occasione di crescita per gli studenti e un esempio virtuoso di sinergia tra alta formazione artistica e realtà produttive, nel segno dell’innovazione, della sostenibilità e della ricerca estetica applicata al gioiello contemporaneo.
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